La linea delle radici
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“La linea delle radici” Incontro su Giambattista Basile e Benedetto Croce nel nome del Maestro De Simone Con Giuseppe Montesano e Matteo Palumbo A partire da Il pentamerone (Il racconto
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“La linea delle radici”
Incontro su Giambattista Basile e Benedetto Croce nel nome del Maestro De Simone
Con Giuseppe Montesano e Matteo Palumbo
A partire da Il pentamerone (Il racconto dei racconti) di Giambattista Basile (Adelphi) e Storie e leggende napoletane di Benedetto Croce (Adelphi)
Modera Antonella Cilento
Letture di Gea Martire
Musiche di Paolo Coletta
In collaborazione con la rassegna Strane coppie a cura di Lalineascritta Laboratori di Scrittura
I libri
Il racconto dei racconti ovvero Il trattenimento dei piccoli (Il pentamerone)
Pochi italiani sanno che alcune delle più belle fiabe del mondo, da Cenerentola al Gatto con gli stivali, un po’ prima di finire dentro i libri di Perrault e Grimm, dove tutti le scoprimmo da bambini, erano giunte all’orecchio del napoletano Basile, che all’inizio del Seicento le acciuffò e inguainò nella sua lingua, infilandole in quel Cunto de li cunti che fu definito da Croce il «più bel libro italiano barocco» e da Italo Calvino «il sogno d’un deforme Shakespeare partenopeo». Ancora oggi, infatti, per la più parte degli italiani, compresi quelli che leggono molto e forse talvolta anche troppo, questo libro straordinario, insieme regale e cencioso, gentile e brutale, fastoso e plebeo, resta un capolavoro sconosciuto. A farlo diventare, come meriterebbe, un libro «popolare», non sono purtroppo bastate, finora, né le referenze di Croce, che per primo lo volse in italiano, né qualche traduzione più recente. Questa nuova versione italiana, in una lingua accessibile e piana ma aderentissima al colore e al ritmo del testo originale, farà scoprire a molti uno di quei rari libri che tutti devono e possono leggere.
Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille uscì postumo nel 1634-1636.
Storie e leggende napoletane
Questo incantevole libro, nato dall’«affetto per le vecchie memorie napoletane», prende l’avvio da ciò che Benedetto Croce vedeva affacciandosi alla finestra del suo studio a Palazzo Filomarino, nel cuore di Napoli: palazzi, campanili, mura di monasteri. E «all’ombra degli alti tetti e tra le angustie delle vecchie vie», Croce si appresta subito a «riparare nella più vasta ombra delle memorie». Così, a poco a poco, con familiarità e alta dottrina, vengono evocate ai nostri occhi tante «storie e leggende» di Napoli che ancora impregnano l’aria dei luoghi. Passeggiamo attraverso i secoli, le cronache, le passioni – e intanto è lo spirito stesso della città, e della sua composita civiltà, che prende forma di fronte a noi. Nessun altro libro ci aiuta con altrettanta sapienza a capire Napoli e le sue disparate vicende, a cui Croce si dichiarava legato da una profonda passione. E precisava poi: «il legame sentimentale col passato prepara e aiuta l’intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile, e soprattutto assai ingentilisce gli animi».
Benedetto Croce pubblicò nel 1919 la prima edizione di Storie e leggende napoletane, dove rifuse vari suoi studi degli anni precedenti.
Orario
Luogo
Palazzo Reale - Teatro di Corte
Piazza del Plebiscito, 1, 80132 Napoli NA, Italia

















