“Chi ha paura della civetta? Fauna letale, simboli e delitti nella grande letteratura noir”

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Chi ha paura della civetta? Fauna letale, simboli e delitti nella grande letteratura noir Con Michelangelo Iossa Incontro a cura di Anita Curci In collaborazione con Festival degli Animali in
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Chi ha paura della civetta? Fauna letale, simboli e delitti nella grande letteratura noir
Con Michelangelo Iossa
Incontro a cura di Anita Curci
In collaborazione con Festival degli Animali in giallo
Nel panorama della letteratura poliziesca, noir e thriller internazionale, la figura animale travalica spesso la mera presenza scenica per ergersi ad archetipo simbolico, chiave di lettura dei meccanismi del delitto e del potere. L’incontro propone un’indagine su tre capolavori imprescindibili del Novecento. Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia del 1961. Qui la civetta ‒ creatura tradizionalmente associata alle tenebre e all’oscurità ‒ si fa metafora del potere mafioso che opera nell’ombra e nella cecità morale della società.
In I tre giorni del condor di James Grady del 1974, il rapace maestoso che domina le altezze diventa, in questo romanzo di spionaggio, il nome in codice di Ronald Malcolm e l’emblema dell’individuo isolato, braccato da forze oscure ed invisibili. Il simbolo incarna la paranoia della Guerra Fredda, la lotta per la sopravvivenza e il ribaltamento del ruolo tra predatore supremo e preda nell’arena geopolitica. In Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris del 1988 si intesse una fitta trama simbolica attorno all’Acherontia atropos (la falena testa di morto), simbolo di spaventosa metamorfosi e rinascita perversa, e al grido disperato degli agnelli, icona dell’innocenza violata. L’analisi indaga la psicologia della deviazione e il percorso di catarsi e redenzione della giovane agente Clarice Starling.
Orario
Luogo
Palazzo Reale - Sala Calamita (Sala 24)
Piazza del Plebiscito, 1, 80132 Napoli NA, Italia






